Come si costruisce il dispositivo protesico: sistemi manuali
Prima di entrare nell’argomento vorrei spiegare perché 5 anni fa ho iniziato ad utilizzare la zirconia; inizialmente ho utilizzato sistemi non manuali perché ritenevo che i sistemi manuali non potessero dare la stessa precisione; inizialmente temevo che il bagaglio di nozioni ed esperienza accumulato in 15 anni di attività venisse invalidato, ed in realtà ho poi capito che non era vero.
Motivazioni per l’uso della zirconia:
- Spinta molto forte da parte delle industrie
- Richieste del paziente e del clinico
- Paura di rimanere indietro
- Sfruttamento delle caratteristiche del materiale per migliorare i protocolli operativi
Il relatore racconta del suo inizio con la zirconia, dalle corone singole con una tecnica mista, con la pressatura della ceramica su cappette in zirconia. Nei lavori più complessi si poneva il problema della mancanza di adesione (ricorda che il legame metallo ceramica è dato per il 22% da un legame meccanico, per il 52% da un legame chimico e per il 24% da forze compressive), quindi nei lavori complessi il primo approccio è stato quello di realizzare una sottostruttura in zirconia fresata sopra la quale venivano eseguite corone singole in ceramica pressata e stratificata.
Sempre e comunque si partiva da una modellazione in cera, seguita da cut-back per il controllo degli spessori e da una doppia scansione per assicurare precisione.
Il passaggio ad un sistema manuale è stato motivato dal desiderio di avere il controllo completo delle procedure. Vantaggi del sistema manuale:
- Economicità
Controllo completo delle procedure
Validato clinicamente
Possibilità di eseguire qualsiasi tipo di struttura (avvitata-cementata)
Gli svantaggi:
- Sistema operatore dipendente
Tempi di esecuzione
Limitato alla sola zirconia
Sistema manuale: nasce dal PANTOGRAFO di SCHEINER, inventato nel 1630, e al momento utilizziamo un pantografo con un sistema di assi completo e con una tecnologia oscillante del quinto asse. Lo strumento che viene utilizzato quindi è costituito da due manipoli: un “tastatore” ed un fresatore. Lavorare a cinque assi significa che anche il piano dove è posizionato il pezzo può ruotare (Assi A e B) in modo da poter lavorare anche sui piani inclinati.
La struttura viene prima realizzata in resina e provata in bocca, si esegue poi il sigillo marginale in resina foto indurente al microscopio. Tutte le linee di finitura possono essere lette con uguale accuratezza, certo la tecnica è operatore dipendente, per esempio, visto che la lettura avviene con un processo meccanico (per contatto) è fondamentale che la cappetta in resina sia bloccata accuratamente, altrimenti c’è il rischio che di sposti o si deformi.
Ovviamente la modellazione segue i dettami già noti per la metalloceramica, ed esposti nella relazione precedente.
La sinterizzazione e la rifinitura sono gli ultimi steps per la realizzazione delle armature di supporto, che se le fasi precedenti sono molto precise e non necessitano di aggiustamenti importanti.
CHIPPING: la letteratura è stata già citata, ci sono lavori che fanno supporre che se la modellazione è avvenuta secondo modellazione anatomica l’incidenza dei chipping è minore (Five-year clinical prospective evaluation of zirconia-based Denzir 3-unit FPDs. Molin MK, Karlsson SL. Int J Prosthodont. 2008 May-Jun;21(3):223-7.)
Rimangono valide ovviamente tutte le regole dei connettori in protesi metallo-ceramica, con particolare attenzione ad evitare spigoli e angoli acuti che possono fungere da innesco di crepe e sono comunque zone di maggior stress. Bisogna cercare di rifinire il più possibile in fase di presinterizzazione, per evitare gli stress nella struttura finita; bisogna comunque calcolare che in questo momento abbiamo un pezzo del 25% più grande.
Fasi di lavoro della zirconia
Infiltrazione: Riguardo all’infiltrazione vi erano dubbi che potesse creare problemi nella resistenza; alcuni test hanno rivelato che la zirconia infiltrata ha ottima resistenza alla flessione, analoga alla zirconia bianca (Test Niom: Nordic Institute of Dental Material)
Sinterizzazione: Quindi dopo l’infiltrazione si effettua il ciclo di sinterizzazione a 1450° per 12 ore. L’infiltrazione può essere mirata alle caratterizzazioni che si intendono conferire, o per esempio al colore della gengiva quando necessario.
Sabbiatura: a 2 atmosfere particelle 50/100 micron
Rifinitura: basso numero di giri, frese diamantate con poca pressione.
In protesi impiantare il sistema manuale presenta alcuni vantaggi:
- Gestire il tipo di preparazione: ogni disegno di preparazione risulta idoneo.
- Gestire lo spessore: anche a spessori minimi si riesce a mimetizzare il pilastro in titanio
- Eseguire monconi implantari in zirconia.
- Eseguire protesi avvitata
Il relatore sconsiglia di eseguira pilastri completamente in zirconia per la presenza inevitabile di spigoli nella connessione, che li rende fragili, trova siano più indicati pilastri con connessione in titanio e zirconia incollato. (Frattura di monconi implantari in zirconia, M. Aboushelib, N. Salameh, Int J Prosthodont 2009;22:616)
Il relatore conclude con un punto interrogativo correlato proprio allo stress indotto nella zirconia durante l’avvitamento: come l’avvitamento del pilastro produce stress nel pilastro in zirconio che induce la frattura, allo stesso modo potrebbe l’avvitamento di strutture in zirconio indurre tensioni che potrebbero essere dannose nella funzione clinica.