Dott. Massimiliano Zaccaria
Relazione a cura del dottor Luigi Iannessi
Oggetto della relazione del Dr. Zaccaria è stato una classificazione delle varie situazioni cliniche, in base alle difficoltà, che il protesista e il chirurgo implantare possono incontrare quotidianamente nello svolgimento della loro attività professionale.
Il relatore introduce l'argomento suddividendo i casi clinici protesici in semplici, avanzati e complessi. Un caso viene definito semplice quando si risolve in pochi passaggi clinici con risultati prevedibili e basso rischio di complicanze e generalmente riguarda una zona non estetica. Avanzato è invece un caso che necessita di un maggior numero di steps, i risultati hanno una discreta predicibilità e riguardano per lo più settori della bocca con modesta rilevanza estetica. Infine per trattamento complesso si intende un caso in cui l'iter terapeutico è molto lungo, necessita di rivalutazioni dopo ogni fase, solitamente riguarda anche zone di notevole rilevanza estetica , i rischi di complicanze sono elevati e di questo il paziente deve essere adeguatamente informatoe disposto ad accettare anche eventuali soluzioni di compromesso.
E' importante per affrontare qualunque caso clinico implanto-protesico che il team segua un protocollo diagnostico ben preciso. Il protesista in una prima fase rileverà tutte le informazioni (modelli, ceratura, mascherina chirurgica e radiologica)per giungere ad una corretta diagnosi e poter formulare un piano di trattamento. A questa prima fase fa seguito la valutazione da parte del chirurgo dei siti edentuli (valutazione sia clinica che radiografica) per pianificare il tipo di intervento a cui fare seguire l'inserzione implantare nella posizione suggerita dal protesista. La palla tornerà poi al protesista per effettuare le fasi protesiche che porteranno alla realizzazione dei provvisori prima e dei manufatti definitivi poi. Il relatore inoltre analizza le evenienze in grado di influenzare la complessità del caso clinico a partire dal carico occlusale in relazione all'inserzione implantare individuando un ordine crescente di difficoltà a seconda che si proceda con un carico convenzionale, con un restauro immediato o con un carico immediato. La relazione prosegue con una valutazione delle caratteristiche anatomiche, dove , ad esempio, un biotipo sottile e festonato unitamente ad un deficit osseo localizzato e ad uno spazio mesio-distale insufficiente per il manufatto protesico può rappresentare il massimo grado di complessità. Gli altri punti da tenere in considerazione sono l'ambiente orale, il volume del restauro protesico e i rapporti spaziali fra restauro e impianto (ad esempio discrepanze mesio-distali e vestibolo-palatali %u2265 a 2 mm e discrepanze angolari %u2265 a 45° comportano un alto grado di complessità protesica); inoltre importanti sono anche le caratteristiche dell'occlusione, dove l'assenza di parafunzioni occlusali e l'assenza di coinvolgimento implantare nelle guide anteriori comporta invece un basso grado di difficoltà protesica , Il relatore conclude prendendo in considerazione gli ultimi due punti che sono il tipo di restauri provvisori e materiali e tecniche di realizzazioni dei definitivi ponendo l'accento sulle realizzazioni CAD-CAM.
Bibliografia
- Dawson A., Chen S. Classification in implant dentistry, Quintessence Publishing
- Dawson A., Chen S.(2009)The SAC classification in implant dentistry, Quintessence Publishing
- Belser U., Buser D.Clinical periodontology and implant dentistry, 2003- IV edizione. Elsevier Publishing, capitolo 40 pag 918.