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Dott. Paolo Francesco Manicone & Odt. Roberto Canalis

La preparazione dei monconi in funzione dei materiali

Aspetti della preparazione protesica:

  • Biologici : Posizionamento del margine sopra/iuxta/sottogengivale. Clinicamente ne derivano conseguenze nel management tissutale durante la preparazione, la registrazione dell’impronta e la cementazione. La scelta deve tener presente il biotipo tissutale e le necessità estetiche.
  • Biomeccanici: ritenzione e stabilità. Sono determinate da: TOC (total occlusal convergence) , dimensione occluso cervicale e inciso cervicale, rapporto tra dimensione occluso-cervicale e dimensione buccolinguale, morfologia circumferenziale, geometria della linea di finitura.
  • Progettuali
  • Costruttivi

Obiettivi durante la preparazione dentale: Conservazione tessuto dentale %u2013 Forma di resistenza %u2013 Forma di ritenzione %u2013 Integrità marginale %u2013 Preservazione tessuti gengivali %u2013 Considerazioni estetiche

Il disegno della preparazione protesica è definito dal progetto clinico, dalle considerazioni estetiche, dal biotipo, dalla dimestichezza dell’ operatore e dalla scelta del materiale da restauro.

Classificazione delle preparazioni:sono state classificate sia in maniera %u201Cfigurativa%u201D che %u201Cgeometrica%u201D:

Kuwata 1979, criterio classificativo in base all’angolo marginale:
- 0-30° margine bisellato
- 30-40° chamfer
- 60-90° spalle.

Pardo 1982, divide le preparazioni in: - disegni di tipo orizzontale (chamfer e spalla), che sono quelli che hanno un linea netta di finitura, uno spessore variabile della preparazione, una definizione della zona di oltre preparazione, una chiara leggibilità delle informazioni anatomiche - disegni di tipo verticale (spalla bisellata chamfer bisellato, lama di coltello) che hanno invece in comune il piano inclinato.
Le preparazioni verticali a finire sono state sistematizzate in letteratura: Carnevale G e Di Febo G.
Le tecniche di laboratorio relative alle preparazioni verticali sono state specificate da Bonfiglioli (Bonfiglioli Roberto) che ne ha definito tecniche e procedure.

La scelta della preparazione deve tenere conto delle caratteristiche dei materiali scelti: le scelte di preparazione e materiale sono interdipendente e seguono un attenta analisi costruttiva per la valutazione delle caratteristiche fisiche, estetiche e cliniche dei singoli materiali.

I restauri in metallo ceramica rappresentano ancora il gold standard per gli studi clinici retrospettivi, e fungono da elemento di riferimento in termini di esperienza clinica e della performance che gli altri materiali devono ancora dimostrare.

Il disegno marginale delle preparazione, cui segue il progetto della struttura metallica e lo sviluppo della interfaccia ceramica-metallo sono gli elementi che contribuiscono a definire la resistenza dell’insieme all’ ambiente orale ed alla funzione masticatoria nel tempo.

Il caso mostrato è un fallimento protesico nel quale la riprogrammazione richiede l’attento studio degli aspetti progettuali:

  • Considerazioni estetiche
  • Selezione materiale da restauro
  • Ripreparazione dei pilastri in base ad una scelta concettuale piuttosto che all’abitudine o alle scuole di formazione protesica. Le scelte in merito alla preparazione possono essere differenziate: nel pilastro anteriore si sceglie una preparazione orizzontale, sul posteriore una verticale a finire, così come anche il posizionamento dei margini rispetto ai tessuti.

L’AIOP nel Closed Meeting del 2008 ha stilato un consensus sull’utilizzo delle ceramiche con e/o senza metallo, con le relative indicazioni a seconda del caso clinico e delle caratteristiche dei vari materiali.

La scelta del materiale da restauro avviene anche in base ai risultati delle ricerche in campo di materiali, sebbene la gran parte dei lavori scientifici attualmente sia limitata a ricerche in vitro ha comunque una utilità per definire quali disegni di preparazione, spessori, caratteristiche delle linee di finitura ed altri parametri clinici possono inficiare o ottimizzare la resistenza dei materiali. (De Jaeger N, Pallav P, Feilzer AJ. Dental Materials 2005, 21:242-51).

Con i nuovi materiali parte dei principi costruttivi da sempre utilizzati per la metallo-ceramica è stata trasferita, laddove possibile, anche nei materiali a tecnologia CAD-CAM; vi sono alcuni passaggi che determinano l’accuratezza del lavoro finale e che non possono essere trascurati:dall’individuazione della finishing line, allo sviluppo e lettura del modello master,ed in più rispetto ai materiali convenzionali le procedure di scansione. Le indicazioni alla zirconia sono sempre più ampie, e anche le linee di finitura, che sembravano essere limitate alle linee orizzontali, si stanno estendendo. Le valutazioni che finora sono state prevalentemente in vitro, sono limitate per ora alle preparazioni di tipo orizzontale, ma dal momento che le tecnologie delle macchine sono in rapida evoluzione spesso gli articoli sono già %u201Cvecchi%u201D quando escono.

In uno studio dello scorso anno (Operative Dentistry 2009 34, 5: 586-92) si evidenzia come relativamente al gap marginale la preparazione verticale dia i risultati migliori. In un altro studio nel quale sono state studiate le diverse finishing lines in relazione alla resistenza del bordo si è evidenziato come le preparazioni migliori performance sono quelle mostrate dalla spalla arrotondata e dalla preparazione a finire. (Journal of Prosthetic Dentistry 2009, 301, 298-307)

Nel confronto tra preparazione a finire e con linea di finitura orizzontale ( Dent Mater J. 2008 May;27(3):362) si nota come le capacità di carico aumentino con lo spessore della cappetta.

Quindi la scelta del materiale risente di variabili molteplici, ed è importante correlare ogni aspetto clinico alle caratteristiche merceologiche del materiale scelto, definendo la tipologia di preparazione migliore per ottenere le caratteristiche desiderate in relazione alla prognosi, alla chiusura marginale ed alla resistenza.

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