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Dott. Marco Valenti

La cementazione

Quali cementi, quando, e come utilizzarli per “chiudere” al meglio la terapia protesica, in base ai materiali restaurativi utilizzati, secondo la ricerca scientifica e l’esperienza clinica.

Obiettivi della presentazione:
Fornire indicazioni utili a scegliere tecnica e materiale più idoneo in base ai materiali utilizzati per il restauro

CEMENTO:
Materiale che ha il compito di mantenere l restauro unito al dente per un periodo di tempo indefinito, e di colmare il gap tra il il restauro ed il pilastro Rosenstiel definisce la caratteristiche che dovrebbe avere il cemento ideale (Dental luting agents: A review of the current literature. Rosenstiel SF, Land MF, Crispin BJ. J Prosthet Dent. 1998 Sep;80(3):280-301.)

  • Biocompatibile
  • Prevenire carie e accumulo di placca
  • Resistere alle microinfiltrazioni
  • Caratteristiche biomeccaniche tali da resistere alle forze funzionali
  • Adesivo, radiopaco ed estetico
  • Facile da usare
  • Bassa viscosità durante la miscelazione
  • Basso costo

Esistono più di una classificazione dei vari tipi di cementi:
Craig nel 1989 li divide in base alla composizione in –ossifosfato di zinco –vetroionomero –resina
O’Brien nel 2002 li distingue in base alla matrice adesiva ( - fosfato –fenolato –resina)
Io seguitò la classificazione di Donovan del 1999, che invece li divide in
CONVENZIONALI (1.ossifosfato di zinco-2.policarbossilato-3.vetroionomero)
CONTEMPORANEI (1.vetroionomeri modificati 2.resinosi)

Tra i convenzionali la letteratura e l’esperienza ci dicono che l’ossifosfato fosfato fa la parte del leone:

  • sopravvivenze a 20 anni del 75% di lavori cementati con cementi all’ossifosfato (A 20-year retrospective survival study of fixed partial dentures .De Backer H, Van Maele G, De Moor N, Van den Berghe L, De Boever J. Int J Prosthodont. 2006 Mar-Apr;19(2):143-53.)
  • rischi di fallimento inferiori ai più nuovi cementi vetroionomerici a 10 anni (A split-mouth randomized clinical trial of single crowns retained with resin-modified glass-ionomer and zinc phosphate luting cements. Jokstad A.Int J Prosthodont. 2004 Jul-Aug;17(4):411-6.)

CONVENZIONALI: Ossifosfato di Zinco

VANTAGGI

  • Utilizzato da 90 anni
  • Resistenza sufficiente agli stress masticatori
  • Alto modulo di elasticità
  • Stabilità chimica

SVANTAGGI

  • Nessun legame chimico, solo ritenzione meccanica
  • Acidità iniziale elevata
  • Tecnica di miscelazione difficile
  • Rapporto polvere/liquido influenza la resistenza del cemento
  • Rapido aumento viscosità
  • Solubile

INDICAZIONI: restauri con struttura in metallo

TECNICA :

  • miscelazione Incrementale
  • con piastra di vetro fredda
  • spatola metallica
  • lavorare su ampia superficie
  • spatolare energicamente

Si consiglia di sgrassare con alcool la superficie del restauro e di controllare l’umidità durante l’indurimento, il cemento può essere facilmente messo nel manufatto con un pennellino monouso, con il quale si può anche “sporcare” la testa del moncone, risultano utili le cartine della Jelenko.

CONTEMPORANEI

Cementi resinosi: Base resinosa (BIS GMA) e riempitivi ceramico vetrosi

CARATTERISTICHE:

  • Polimerizzazione chimica, foto attivabile, duale
  • Diverse tinte e opacità
  • Resistenza elevata agli stress masticatori
  • Insolubili nell’ambiente orale
  • Resistenti abrasione

SVANTAGGI:

  • minore elasticità
  • sensibili all’ umidità
  • biocompatibilità
  • tecnica miscelazione difficile
  • costo elevato

INDICAZIONI:
Le faccette vanno cementate obbligatoriamente con i cementi resina, ma in realtà questi cementi possono essere usati con tutti i materiali da restauro, basta trattare adeguatamente le superfici.

Le superfici dei manufatti si possono dividere in non mordenzabili (leghe metalliche, allumina, zirconia)/mordenzabili (feldspatica, leucite, di silicato di litio)

Adesione dei diversi materiali ai cementi resinosi

Metallo: la letteratura ci da valori di adesione molto buoni

  • Dent Mater. 2009 May;25(5):601-4. Epub 2008 Dec 18. Self-adhesive resin cement versus zinc phosphate luting material: a prospective clinical trial begun 2003. Behr M, Rosentritt M, Wimmer J, Lang R, Kolbeck C, Bürgers R, Handel G.
  • J Am Dent Assoc. 2009 Sep;140(9):1125-36. Retention of metal-ceramic crowns with contemporary dental cements. Johnson GH, Lepe X, Zhang H, Wataha JC.
  • Retention of gold alloy crowns cemented with traditional and resin cements. Pinzón LM, Frey GN, Winkler MM, Tate WH, Burgess JO, Powers JM. Int J Prosthodont. 2009 Jul-Aug;22(4):351-3)

Quindi è possibile usarli al posto dell’ossifosfato, dopo aver sabbiato la superficie e passato un “alloy primer” per migliorare l’adesione.

Ceramiche a base di silicati, mordenzabili:

  • Feldspatica (no core)
  • Leucite (no core)
  • Disilicato di litio (core)

Burke nel 2002 si chiede se questi materiali devono essere per forza essere cementate con tecniche adesive (Burke et al. J Adfhesive Dentistry 2002: Are adhesive technology needed to support ceramics? An assessment of teh current evidence), e la risposta è affermativa. Supportare la ceramica felsdpatica e la vetroceramica a base di leucite vuol dire fornire un supporto dentale con un moncone di dimensioni generose e cementare con cemento adesivo.

Dilislicato di litio presenta una resistenza maggiore, quindi il core deve avere dimensioni adeguate, ma la modernzatura e il cemento migliorano comunque il supporto.

Trattamento:

  • Mordenzatura (20 sec di silicato, 1 min leucite o feldspatica). Dopo mordenzatura è consigliabile posizionare i restauri per 3-4’ in ultrasuoni con alcool per rimuovere completamente l’acido.
  • Silanizzazione che deve evaporare con fonti di calore (forno o phon)
  • Posizionamento adesivo all’interno della ceramica

Valutando le proprietà meccaniche di dentina e smalto vediamo che ci sono similitudini tra dentina e composito e tra smalto e ceramica, quindi un restauro in ceramica cementato con composito in qualche modo riproduce una situazione fisiologica.
Quando non si può mettere la diga è consigliabile usare un “self etching primer”, dopo posizionamento del restauro si prepolimerizza si tolgono gli eccessi di cemento e poi si termina la polimerizzazione.

Questa è la tecnica che uso quando devo cementare restauri in disilicato senza diga, ho fatto una analisi retrospettiva riscontrando un successo del 95%, allineato agli altri autori.
(Retrospective survival analysis of 261 lithium disilicate crowns in a private general practice. Valenti M, Valenti A. Quintessence Int. 2009 Jul-Aug;40(7):573-9)

Ceramiche ad alta resistenza, allumina e zirconia, non mordenzabili.

Trattamenti proposti:

  • sabbiatura a 110 microns
  • silicatizzazione (che permette poi di mordenzarle)
  • selective infiltration etching
  • silanizzazione.

Per supportare questi trattamenti ci sono solo studi in vitro, non ci sono dati clinici, quindi personalmente non tratto in maniera fisica, utilizzo un primer chimico ed un cemento adesivo in modo convenzionale.

FASI CLINICHE PER I CEMENTI RESINOSI

  • Trattamento della superficie a seconda del materiale
  • Primer specifico
  • Mordenzatura della superficie se il campo è isolabile
  • Primer sulla preparazione
  • Bonding della preparazione
  • Bonding del restauro (se ceramica mordenzabile)
  • Applicazione cemento
  • Adattamento restauro
  • Polimerizzazione
  • Rimozione eccessi

IBRIDIZZAZIONE DENTINALE

  • Mordenzatura preparazione
  • Primer preparazione
  • Bonding preparazione

Ibridizzazione immediata (P. Magne J Prosthet Dent 2005) il trattamento della dentina subito dopo la preparazione. migliora i valori di adesione

Ibridizzazione differita (P. Magne J Prostet Dent 2009) eseguita al momento della cementazione, L’immediata è sconsigliata se si prende l’impronta in polietere

Se il campo non è isolabile si può usare un cemento autoadesivo (Relyx -Unicem) o con self etching primer (Multilink o Panavia)

CONCLUSIONI

Cementi convenzionali per restauri in metallo.

Cementi resinosi utilizzabili con tutti i materiali con adeguata preparazione delle superfici.

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