Dott. Marco Maneschi & Odt. Claudio Martucci
Costruzione del dispositivo protesico: sistemi a confrontoNoi mostreremo un nostro sistema originale di realizzazione protesica, il PPG (Progetto Protesico Guida), per parlare della quale dobbiamo fare una importante premessa: la costruzione protesica è responsabilità del laboratorio, al quale noi clinici dobbiamo fare arrivare tutte le informazioni utili.
Il nostro approccio nasce dal desiderio di poter replicare nella bocca del paziente il prototipo che lui ha provato e approvato, con la minore approssimazione possibile. A tale scopo avevamo già applicato le ceramiche pressofuse nel rivestimento ceramico delle sottostrutture, ceramizzando quindi il lavoro definitivo con un sistema a cera persa, che ci consentiva di replicare il provvisorio attraverso una serie di impronte, montaggi in articolatore e la realizzazione di mascherine. In questo modo si passava dal prototipo (il provvisorio) accettato e testato ad un definitivo che lo replicava. Per ovviare però alle inevitabili variazioni che si vengono ad inserire in queste manovre abbiamo sviluppato una metodica che si avvale di un dispositivo costruito in laboratorio che servirà, una volta ribasato intraoralmente, come “progetto protesico guida”, e che una volta funzionalizzato dal paziente verrà inserito in una impronta di posizione venendo a costituire un’impronta definitiva vera e propria per una replica perfetta di quanto già portato e provato dal paziente.
In questo modo appare chiaro che l’impronta di precisione dei pilastri viene realizzata in resina, materiale che sappiamo essere molto sensibile alla manipolazione, e che presenta una serie di inconvenienti: la contrazione che è del 3,5-4%, a 120 minuti, e che continua seppure in misura minore, pur se in bocca viene compensata dall’umidità dell’ambiente. Altro inconveniente è costituito dal gap dovuto alla ribasatura, che in parte è ridotto dal guscio rigido nel quale viene lasciata indurire, raffreddando il tutto durante la reazione esotermica. Vi sono tutta una serie di accortezze che si possono utilizzare per migliorare la precisione di questo prototipo in resina che sarà poi la nostra impronta definitiva.
Uno dei materiali con i quali interfacciarci oggi nello sviluppo di ogni nuova metodica è la zirconia, e bisogna fare i conti con un fatto chiaro, cioè che i parametri di precisione marginale in termini di valori di gap con i sistemi CAD-CAM sono aumentati.
Per il nostro sistema “PPG” l’unico CAD-CAM applicabile è una quello ottenuto tramite pantografo, che ci consente una copia completa del prototipo indossato e provato dal paziente, fornendoci un controllo autonomo di tutte le fasi di lavoro.
La metodica PPG, che si fonda su una corretta ribasatura del dispositivo realizzato in laboratorio, che dovrà essere perfettamente replicato tramite elettrodeposizione nell’interno, è stata provata con tutti i materiali da restauro che usiamo, metalli e ceramiche. La replica della forma “esterna” del PPG viene ottenuta tramite pressatura della ceramica su metallo o su zirconia.