Dott. Fabio Carboncini & Odt. Stefano Petreni
Costruzione del dispositivo protesico: sistemi a confronto
La costruzione del dispositivo protesico è un problema clinico? No, è responsabilità dell’odontotecnico, il clinico scegliendo il professionista con il quale lavorare ne sposa le scelte tecniche.
SCELTE E NECESSITA’CLINICHE: la diagnosi ed il piano di trattamento comportano la scelta del materiale in relazione alla situazione clinica, competenza del clinico.
SISTEMA DI COSTRUZIONE DEL DISPOSITIVO: sono scelta e competenza dell’odontotecnico
Qual è il ruolo clinico nella costruzione del dispositivo protesico? Preparare i denti, prendere le impronte e delegare poi la realizzazione al tecnico. Ma per arrivare dalla clinica al laboratorio c’è bisogno di un trasferimento di informazioni e di una serie di fasi di controllo per arrivare dall’inizio alla fine del caso.
Perché il controllo? Cosa succede nella tradizione e cosa nell’innovazione? Nella tradizione dal pilastro si prende un impronta, si sviluppa una replica e su quella una ceratura e poi una fusione, quindi abbiamo 4 cicli come minimo di replicazione, ed è impensabile che ad ogni passo non vi siano dei piccoli errori che devono quindi essere controllati.
Con l’innovazione si lavora ugualmente sulle repliche, che vengono scansionate ma non eliminando i passaggi di controllo. Quindi il ruolo del clinico è il trasferimento delle informazioni e il controllo delle fasi di lavoro.
Tra i sistemi innovativi e tradizionale c’è differenza nelle informazioni da trasferire? In realtà no, le informazioni da trasferire sono sempre quelle, cambiano i sistemi di trasmissione ma non le informazioni necessarie. Così come non cambia il progetto, tant’è che con le stessa impronte e con le stesse registrazioni si possono anche realizzare due tipi di costruzioni diverse, come in questo caso dove ci sono corone in zirconia anteriori e oro ceramica posteriori.
E’ importante che ci sia un progetto clinico preciso e che questo sia accuratamente trasmesso con una prescrizione precisa, nella quale sarà necessario anche specificare che tipo di materiale andrà utilizzato per la costruzione protesica.
STEFANO PETRENI
L’odontotecnico deve studiare la fattibilità del progetto prescritto dal clinico, specialmente in protesi implantare, dove va innanzitutto realizzata una ceratura d’analisi nella quale le esigenze estetico-funzionali e le caratteristiche fisico-chimiche dei materiali vengono confrontati con la situazione clinica.
I punti fondamentali da confrontare tra tradizione e innovazione sono: - osservazione. Il microscopio per il controllo del dettaglio fa parte della tradizione, e l’innovazione sostituisce il microscopio fisico con un microscopio virtuale che si vede nel monitor e quindi è più semplice e meno stancante – progettazione: non c’è differenza, è sempre operatore dipendente così come la scelta del tipo di protesi e dei materiali.
La progettazione innovativa può essere suddivisa in virtuale, che viene fatta direttamente con il mouse, e combinata, che con una doppia scansione combina le informazioni derivate da un prototipo in cera o resina a quelle derivate dalla scansione del modello, ed è comunque soggetta ad una curva di apprendimento, le macchine da sole non sono in grado di assicurare il risultato.
Vantaggi: - operatore dipendente -protocolli di produzione modificati -controllo e analisi delle fasi operative tramite file -applicabili a vari materiali (cera resina, titanio, leghe ceramica, zirconia) -ottima passivazione.
Svantaggi: - difficoltà di esecuzione-presenza di terze persone nelle procedure di laboratorio e perdita di controllo di parte delle lavorazioni -investimento economico elevato -grado di precisione marginale discutibile -ritenzione insufficiente su combinazione di materiali -non compatibili con tutti i sistemi implantari -scansione tattile:non perfetta riproduzione del dettaglio per limiti di scansione (impianti o denti troppo vicini) e limiti di riproduzione (se viene lavorato la zirconia già sinterizzata i dettagli possono non essere perfetti)
FABIO CARBONCINI
Il controllo clinico prevede il controllo della prova delle strutture e della prova biscotto:
- -precisione dei bordi -adattamento interno -assenza di basculamento
- -rapporto con i tessuti molli -accettazione paziente -estetica –occlusione –fonetica -punti di contatto -mantenibilità igienica
Differenza dei controlli tra tradizione ed innovazione? Per esempio in protesi su impianti il controllo del fit si effettua con gli stessi protocolli (Radiografie, test di Sheffield), sui denti c’è una differenza perché il modello tradizionale è spessorato con le lacche spaziatrici, mentre per una protesi in zirconia è controindicato perché c’è uno spaziatore virtuale e la scansione ottica viene disturbata dalla lacca. Le strutture vanno controllate sul modello, in laboratorio e in clinica; l’obiettivo è la precisione, se rivediamo l’articolo di Belser (J Prosthet Dent 1985, 53(1):24-9) sulla precisione marginale vediamo che dava il limite dei 50 micron, anche Felton nel 1991 (J Prosthet Dent Mar;65(3):357-64) dice che c’è una forte relazione tra discrepanza marginale e aumento del fluido crevicolare e indice gengivale. Ma negli anni successivi troviamo articoli, come quello di Beuer ed Edelhoff (Dent Mater 2008 Nov;27(6):814-20) che riportano valori di gap superiori (fino a 120 micron) come ancora accettabili clinicamente, quindi sembrerebbe che su alcuni punti fondamentali si stia andando indietro piuttosto che avanti.
Sistemi di controllo del fit: il controllo fondamentale è quello con le paste rilevatrici di frizione ed il sistema di ingrandimento può essere comodo per valutare la frizione, tra tradizione e innovazione può cambiare il materiale, ma il sistema di controllo è lo stesso.
E’ possibile sfruttare i metodi innovativi per migliorare la fase di controllo che ad oggi è ancora piuttosto empirica? Abbiamo sviluppato un test sulla base di un caso clinico: Una volta presa l’impronta e sviluppato un modellato in cera abbiamo scansionato il modellato e poi l’abbiamo fuso, realizzando una struttura in oro dalla fusione e tre strutture dalla scansione, in acciaio fresato, acciaio prototipizzato, e zirconia presinterizzata. Poi abbiamo scansionato le quattro strutture e le abbiamo paragonate, tramite allineamento è stata eseguita un’analisi tridimensionale, analizzando gli aspetti che maggiormente ci interessano: i margini la cavità ed il disegno progettuale generale. Dei quattro materiali i due più precisi sono l’oro e la zirconia, con l’oro che risulta avere dei margini leggermente più corti.
In conclusione la tradizione e l’innovazione hanno molti punti in comune, e solo basandosi sui principi tradizionali si può costruire l’innovazione.