Dott. Carlo Bianchessi & Odt. Giuseppe Lucente
Le restaurazioni provvisorie
Se fino a poco tempo fa il provvisorio era un dispositivo che doveva solo proteggere i pilastri in attesa del definitivo, nei piani di trattamento odierni è invece diventato una parte integrante della terapia protesica, per cui i primi ed i secondi provvisori sono il presupposto che guiderà fino alla protesi definitiva.
L’intento della presentazione è descrivere l’iter che dal provvisorio guida al definitivo.
Compiti dei provvisori riguardo alle articolazioni temporomandibolari, all’occlusione e alla funzione:
- Funzionali
- Estetico
- Trasferimento dato perproteis deinitva
- Condizionamento tessuti
Obiettivi dei provvisori:
- Sostituzione dei denti mancanti
- Correzione delle mal posizioni
- Sostituzione protesi scorrette
- Controllo mobilità dentaria
- Ripristino dimensione verticale
- Controllo trauma occlusale
- Protezione pilastri preparati
- Controllo parallelismo
- Ripristino della funzione
- Miglioramento dell’estetica
- Controllo e miglioramento della fonetica
- Miglioramento igiene orale
- Facilitazione della chirurgia parodontale
- Verifiche per il lavoro finale
REQUISITI
- Facilitare le operazioni durante sedute cliniche
- Resistenza alla frattura in masticazione
- Resistenza all’abrasione
- Mantenimento della posizione dentale e stabilità
- Chiusura marginale ottimale
- Mantenimento salute gengivale
- Lavorabilità e lucidabilità
- Stabilità colore
MATERIALI
Acrilici: Vantaggi- elevata resistenza frattura-buona precisione marginale-buona stabilità cromatica-buona resistenza nel tempo- buona scelta cromatica Svantaggi: reazione esotermica- notevole contrazione di presa
Tecnica indiretta: Vantaggi realizzazione su pilastri pre o post limatura- facilmente ribasabili – facile controllo dei sottosquadri – facile controllo casi estesi Svantaggi: possibile difficoltà inserimento – possibile difficoltà trovare R.C. - difficoltà di rilevare le aree edentule
Fasi di laboratorio
- Fase diagnostica o di analisi
- Fase di ceratura
- Dalla ceratura alla resina
- Rifinitura
Primo passaggio è l’analisi dei modelli iniziali montati in articolatore (Quaderni Odontotecnici AIOP), in base alla quale è possibile pianificare la terapia ed il risultato desiderato. I modelli possono essere montati su un articolatore a valori medi, sia in posizione di massima intercuspidazione alla dimensione verticale del paziente, se i denti presenti lo consentono. Se i reperi non ci sono più o vanno variati per la terapia l’articolatore dovrebbe essere semi individuale o individuale e la posizione occlusale deve essere una relazione centrica, ad una dimensione verticale scelta in base a parametri estetici e funzionali.
In base all’analisi ed al colloquio col clinico si svilupperà la ceratura d’analisi che è il passaggio tramite il quale il piano di trattamento programmato viene realizzato passaggio per passaggio per determinare la migliore ipotesi. E’ il modo in cui si pianifica la strada da seguire per arrivare al risultato finale. (P Dawson)
La ceratura consente la previsualizzazione del risultato in base alle indicazioni fornite dal clinico.
Nel caso di protesi a supporto implantare il montaggio di analisi consente l’analisi protesica e la programmazione della posizione implantare.
Per la valutazione estetica sui modelli montati si può effettuare un mock-up con una ceratura vestibolare che verranno applicati sui denti del paziente per consentirgli di visualizzare il risultato finale.
PROVVISORI PRELIMATURA:- dispositivo protesico costruito su modello iniziale - utilizzabile la ceratura di analisi come matrice per i provvisori. Requisiti:- adeguata anatomia morfofunzionale - posizionamento semplice- facile ribasatura - aspetto estetico soddisfacente- ottima qualità fisico chimica della resina.
La mascherina stampata sulla ceratura d’analisi può servire, oltre che come matrice per i provvisori, anche come indice per le preparazioni, per valutare gli spessori. Si può effettuare anche una mascherina in silicone per orientare il guscio dei provvisori durante la ribasatura, utilizzando come riferimento i denti antagonisti.
Per permettere al clinico una ribasatura agevole i pilastri devono essere preparati sul modello iniziale senza perdere i riferimenti, la limatura deve essere minima soprattutto nella zona cervicale per consentire al protesista la massima libertà nella scelta della preparazione marginale, nella zona cervicale il dente in gesso non dovrebbe essere toccato affatto. La superficie occlusale dei provvisori prelimatura deve avere una morfologia semplice, fatta di cuspidi e piani inclinati, per consentirgli di essere quasi “autocentrante” durante la ribasatura.
Fasi tecniche: la preparazione dei denti si realizza con frese calibrate e controllando gli spessori con la mascherina della ceratura. Nel caso di sottosquadri essi vanno chiusi per evitare problemi in bocca.
La zeppatura della resina per i primi provvisori si realizza con delle mascherine in silicone, mettendo prima la dentina e facendo una prima cottura, per fare poi un taglio selettivo e la cottura dello smalto sempre con l’aiuto delle mascherine. Il materiale d’eccellenza per questi primi provvisori è la resina che deve essere meccanicamente, dimensionalmente e chimicamente stabile, insolubile, facile da lavorare, anallergica. La preparazione delle resina deve rispettare le proporzioni, se il monomero è poco si rischia di avere zone di mancata polimerizzazione(biancastre), se è troppo invece si allunga il tempo di polimerizzazione e si ha una maggiore contrazione in cottura. Se si verificano casi di allergia la causa può essere negli additivi del monomero e nel monomero residuo che nella resina cotta in polimerizzatrice è circa dello 0,5%, mentre per quella polimerizzata in bocca è del 1,4 %.
C’è anche una tecnica indiretta modificata, tecnica presentata da Giancarlo Barducci, e consiste nell’aumentare con una modifica del modello lo spazio a livello cervicale di 0,5 mm circa.
I provvisori a supporto implantare hanno il valore di poter consentire il controllo della posizione degli impianti, ed una valutazione del miglior progetto protesico, oltre a consentire il condizionamento tissutale.
Il provvisorio postlimatura prevede un modello di precisione e deve avere caratteristiche del tutto sovrapponibili al lavoro definitivo, con lo stesso approccio e le stesse valutazioni. I provvisori postlimatura servono a proteggere i piastri e mantenerne la relazione spaziale, verificare il parallelismo e la correttezza delle preparazioni (ed è importante per questo fare un provvisorio ben dimensionato in modo da verificare che ci siano gli spazi sufficienti alle strutture definitive) conformare i tessuti e le zone intermedie. Devono comunque poter essere ribasati per eventuali modifiche successive dei pilastri ed avere caratteristiche di stabilità tali da poter stare in bocca per 6-8 mesi almeno.
Sia la ceratura che la cura dei profili di emergenza devono essere simili a quelli per il definitivo . La ceratura verrà eseguita prima di scartare i tessuti, poi verrà perfezionato dopo il ditching dei monconi individuali. Anche l’aspetto occlusale dovrà essere molto simile a quella definitivo, in modo da poter poi solo essere perfezionato con la ceratura gnatologica, sia nella posizione centrica che nelle escursioni.
L’armatura metallica deve essere robusta senza invadere lo spazio della resina per non indebolirla, permettere eventuali ribasature e essere eseguita con un metallo malleabile che permetta eventuali aggiustamenti successivi. L’armatura deve avere ritenzioni tali da non permettere il distacco della resina.
La resina viene sempre pressata in muffola per essere sicuri che l’armatura non si muova, ed anche per avere un materiale più omogeneo possibile.
Una volta raggiunta l’integrazione estetica e funzionale si deve poter solo sostituire il provvisorio con il definitivo, utilizzando tutte le informazioni ricavate da mesi di funzione.
Ribasatura del provvisorio: - provare il guscio per controllare il rapporto occlusale – bagnare con monomero la resina dell’interno – preparare la resina incorporando il maggior quantitativo possibile di polvere – colare la resina nel guscio in fase plastica-isolare il moncone con glicerina – inserire il provvisorio quando la resina è opaca – rimuovere l’eccesso di resina – bagnare la resina con acqua per limitare la reazione esotermica – rimuovere il provvisorio durante la polimerizzazione lungo l’asse della preparazione – attendere la completa polimerizzazione – rifinire – controllare l’occlusione – lucidare a specchio.